mercoledì 17 ottobre 2012

Dizionario della memoria e del ricordo di Nicolas Pethes e Jens Ruchatz

amnesia strutturale

concetto coniato da J.A. Barnes (1990), che designa, in opposizione all'idea patologica 
di amnesia, la necessità dell'oblio rispetto alla limitata capacità mnemonica individuale 
e alla memoria collettiva (capacità, archivio). Barnes designava con a.s. il fenomeno consistente nel fatto che, nelle culture prive di scrittura, venivano ricordati solo gli aspetti sociali rilevanti della storia del gruppo, per esempio solo il lignaggio maschile della discendenza dagli antenati. Ciò si può spiegare, in primo luogo, per il fatto che il valore 
dei contenuti di memoria non consiste nella loro mera esistenza, ma nella possibilità 
di essere ricordati, garantita loro dal legame sociale e pragmatico (M. Halbwachs). L'organizzazione di una memoria richiede chiarezza e quindi, rispetto al continuo accumulo di nuove info, una conseguente selezione di dati immagazzinati, non possono dare nè loro un ordine nè contestualizzarli (mnemopatia, sovrastimolazione). Al livello della memoria collettiva e culturale, il problema dell'a.s, riguarda la questione della trasmissione culturale: dato che tutte le forme di tradizione dipendono dalla selezione, diventa chiaro quanto 
la funzione principale della memoria (consista) nell'oblio, nell'impedire che 
il sistema si sblocchi da sè.
L'organization memory di apparati amministrativi pratica tale a.s. nella forma della distruzione di atti (archivio). Dal punto di vista storico-culturale, viceversa, il passaggio alla possibilità di conservare la memoria offerta dalla scrittura sembra rappresentare 
la fine dell' a.s e quindi la fine di un'economia autoregolantesi del ricordo (scrittura, dispositivi di memoria): Le società letterate, proprio perchè non hanno sistemi 
di eliminazione, "amnesie strutturali", impediscono all'individuo di partecipare pienamente alla totale tradizione culturale in un modo simile a ciò che accade nelle società illetterate" (Goody, Watt 1973, p. 312).  Di fatto anche la tradizione che si basa sulla scrittura resta contrassegnata dall'a.s. Tanto nelle culture basate sulla scrittura manuale, nelle quali 
la disponibilità dei mezzi materiali è limitata, quanto soprattutto dopo la fine 
di questa limitazione, nell'epoca del libro a stampa e della sua sempre crescente espansione del sapere, è indispensabile fare un uso selettivo dei dati della tradizione. 
La forma del'a.s. si sposta dalla distinzione conservare/cancellare alla distinzione 
usare/non usare, 
e con questo questo dal problema della trasmissione del sapere al problema dell'organizzazione del sapere. Con la diffusione globale di internet sembra però presentarsi la possibilità di una virtuale memorizzazione totale del sapere dell'umanità (Grassmuck 1999). Per quanto riguarda il rapporto con ciò che è memorizzato, tuttavia, 
la formazione della memoria, come sempre, resta legata all'oblio dell'utente.

Nessun commento:

Posta un commento